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Caldaie a gas, stop agli incentivi dal 2025
Dal 2025 blocco degli incentivi, dal 2040 divieto di utilizzo di caldaie a combustibili fossili. Le indicazioni della direttiva EPBD, le linee guida della Commissione, il recepimento nella Legge di Bilancio 2025.

La Direttiva case green ha tracciato una precisa roadmap: dal 2025 stop agli incentivi, dal 2040 stop alla produzione e alla vendita delle caldaie alimentate a combustibile fossile.

La Legge di Bilancio 2025 ha stralciato le caldaie a combustibili fossili dall’elenco delle spese detraibili nell’ambito dei lavori edilizi e di riqualificazione energetica.

L’acquisto e l’installazione di “impianti di climatizzazione invernale con caldaie uniche alimentate a combustibili fossili”, pertanto, non possono essere agevolati né con il Bonus Ristrutturazione né con l’Ecobonus a partire dal 1° gennaio 2025.

Sono escluse le normali caldaie a metano; restano agevolabili quelle collocate all’interno di apparecchi ibridi, composti cioè da una pompa di calore e da una caldaia a condensazione, controllate da una centralina unica.

Ciò nonostante, la Commissione europea ha aperto una procedura di infrazione contro l’Italia. In una nota del 21 novembre 2025, Bruxelles – ricordando che il termine ultimo per il recepimento della direttiva case green è il 29 maggio 2026 – ha dichiarato che l’Italia non ha “pienamente attuato né spiegato in modo esauriente l’eliminazione graduale degli incentivi finanziari per l’installazione di caldaie autonome a combustibili fossili entro il termine del primo gennaio 2025?

Una decisione importante, dunque, che obbligherà il Governo a dare una risposta “soddisfacente” entro due mesi. Altrimenti la Commissione potrà anche portare avanti l’iter di infrazione, in assenza di pareri tecnicamente motivati. Bruxelles ha aperto la procedura anche per Estonia e Ungheria.


Bonus edilizi 2026
Nel 2026 restano attivi i principali bonus edilizi (Bonus Ristrutturazione, Ecobonus, Sismabonus) con aliquote confermate al 50% per l'abitazione principale e al 36% per le altre, grazie alla Legge di Bilancio 2026 che ha prorogato le aliquote del 2025, rinviando l'abbassamento al 2027. Il Bonus Mobili è confermato per tutto il 2026, mentre il Superbonus rimane al 110% solo per i Comuni del cratere sismico.

Principali Bonus Edilizi 2026
- Bonus Ristrutturazione (Manutenzione Straordinaria): Detrazione del 50% su spesa massima di 96.000€ per interventi su abitazione principale; 36% per altre abitazioni.
- Ecobonus (Efficienza Energetica): Stesse aliquote del Bonus Ristrutturazione (50% per prima casa, 36% altre) per interventi come sostituzione infissi, pompe di calore, ecc..
- Sismabonus (Messa in Sicurezza): Detrazione del 36% su spesa massima di 96.000€ (aliquote maggiorate al 70-85% in alcuni casi, ma generalmente si applicano quelle ordinarie).
- Bonus Mobili (Arredo): Confermato fino a fine anno per l'acquisto di mobili ed elettrodomestici, con la detrazione del 50%

Cosa è cambiato (o è stato prorogato)
- Proroga Aliquote: Le detrazioni non sono scese al 36% (o 30%) come previsto, ma sono state mantenute al 50% e 36% per il 2026.
- Superbonus: Rimane al 110% solo per interventi nei Comuni colpiti dal terremoto (Cratere sismico)



Comunicazione lavori all'Enea


Chi effettua lavori di ristrutturazione del proprio immobile e vuole avvalersi dei vari bonus casa previsti, deve fare i conti con la comunicazione Enea, un adempimento che cittadini, condomini e imprese devono compiere per poter usufruire delle agevolazioni fiscali previste dai bonus, quindi delle detrazioni fiscali. L’Agenzia delle Entrate ricorda che l’obbligo di trasmettere all’Enea le informazioni sui lavori effettuati, analogamente a quanto già previsto per la riqualificazione energetica degli edifici, è stato introdotto per monitorare e valutare il risparmio energetico conseguito con la realizzazione degli interventi.
L’invio della comunicazione va effettuato attraverso il sito https://bonusfiscali.enea.it/, entro 90 giorni a partire dalla data di ultimazione dei lavori o del collaudo.





Conto Termico 2026
Il Conto Termico 2026, noto come Conto Termico 3.0, è l'incentivo statale gestito dal GSE che supporta interventi di efficienza energetica e produzione da fonti rinnovabili per privati, imprese e PA, con rimborsi che arrivano fino al 100% per specifici casi (es. scuole, comuni piccoli), coprendo spese per pompe di calore, solare termico, ecc., e sarà pienamente operativo con il nuovo portale GSE aggiornato entro febbraio 2026, gestendo le pratiche dal 25 dicembre 2025.

- Obiettivo: Migliorare l'efficienza energetica degli edifici esistenti e incentivare la produzione di energia termica da fonti rinnovabili.
- Beneficiari: Privati, condomini, imprese, PA, Enti del Terzo Settore, Comunità Energetiche Rinnovabili.
- Incentivi: Contributi dal 40% al 65% delle spese, che possono arrivare al 100% per interventi su edifici pubblici, scuole, ospedali e in comuni con meno di 15.000 abitanti.
- Interventi Ammissibili: Pompe di calore, solare termico, cogenerazione ad alta efficienza, isolamento termico, ecc. (esclusa la caldaia a gas).
- Gestione: Avviene tramite il portale PortalTermico del GSE, che sarà aggiornato entro febbraio 2026

Come accedere agli incentivi
- Date di riferimento: Le regole del Conto Termico 3.0 si applicano agli interventi terminati dopo il 25 dicembre 2025 (data di entrata in vigore del D.M. 7 agosto 2025).
- Inizio lavori: Si può iniziare a lavorare prima del 25/12/2025, ma la data di fine lavori determina l'applicazione del nuovo schema.
- Presentazione domanda: La domanda va presentata entro 60 giorni dalla conclusione dei lavori, sul portale GSE, non appena disponibile.
- Preparazione: È consigliabile registrarsi al portale GSE e preparare la documentazione in anticipo


Tecnologia wi-fi
L'introduzione nella nostra vita delle soluzioni wi-fi, ci permette al giorno d'oggi di poter avere un maggior controllo, tramite smartphone, di tutti gli apparecchi installati e connessi alla rete delle nostre case. Si può andare dall'accensione e regolazione di climatizzatori, caldaie e termostati e di tutti gli elettrodomestici, al controllo dell'impianto d'allarme, rendendono così la nostra casa domotica e accessibile in qualunque posto in cui ci troviamo.
Oggi quindi diventa sempre più ricca la gamma di prodotti installabili che possono connettersi alla rete wi-fi, sfuttando appieno questa tecnologia sempre di più.

Vedi la sezione impianti tecnologici per saperne di più.





R22, dal 1° gennaio stop definitivo
Con il Regolamento CE 2037 del 2000, recepito in Italia dal D.P.R. 147 del 15 febbraio 2006, l’Unione Europea ha sancito la completa e definitiva messa al bando del gas R22 e degli HCFC entro la fine del 2014. Dal 1° gennaio 2015, dunque, l’uso e la distribuzione di R22 saranno completamente proibiti, e questo comporterà un inevitabile contraccolpo per tutti gli impianti esistenti ancora funzionanti a R22, sia nel campo della manutenzione ordinaria e straordinaria, sia, soprattutto, nella garanzia della continuità di utilizzo per l’utente.
Per tutti gli operatori del settore diventa dunque fondamentale attivarsi per sensibilizzare i propri clienti affinché procedano all’immediata sostituzione degli impianti ormai obsoleti.





Etichetta energetica per dispositivi di riscaldamento obbligatoria dal 26 settembre 2015
Dal 26 settembre 2015 tutti i fornitori che metteranno in commercio i sistemi di riscaldamento, rientranti nelle classi di efficienza energetica stagionale per il riscaldamento d’ambiente, dovranno garantire la presenza dell’etichetta energetica stampata e di una scheda prodotto.
L'apparecchio commercializzato dovrà presentare anche una scheda tecnica e i dati relativi all’energia e alla classe di efficienza energetica stagionale del riscaldamento (in condizioni climatiche medie).
L’ufficialità arriva dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale Europea, avvenuta venerdì scorso, del Regolamento delegato UE 811/2013 che integra la Direttiva 2010/30/UE sulla progettazione dell’etichettatura energetica con le indicazioni del consumo di energia negli apparecchi di riscaldamento ambientale, negli apparecchi di riscaldamento misti, negli apparecchi di controllo di temperatura e apparecchi solari.
Quindi ad esempio le caldaie convenzionali ancora oggi presenti in molte case, verranno sostituite solo ed esclusimante da caldaie a condensazione, questo perchè l'etichettatura energetica di una caldaia convenzionale non rientrerà più nel minimo di legge garantito per il risparmio energetico. La condensazione infatti, permette con il riciclo dei fumi prodotti dalla combustione di avere un risparmio sul consumo di gas del 20% in meno annuo.









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